Raffaele Palladino e la sua città Mugnano di Napoli. Intervista al sindaco Luigi Sarnataro

Raffaele Palladino e la sua città Mugnano di Napoli. Intervista al sindaco Luigi Sarnataro

Il sindaco di Mugnano di Napoli Luigi Sarnataro con Raffaele Palladino

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Il debutto in serie A di Raffaele Palladino sulla panchina del Monza, con la relativa vittoria sulla Juventus, tra l’altro la prima della squadra brianzola nella massima divisione, ha ancora una volta sottolineato il ruolo di predestinato dell’ex attaccante originario di Mugnano di Napoli.

Oltre che all’exploit vittorioso sulla panchina del Monza, Palladino, al suo debutto come calciatore nella massima serie con la maglia del Livorno, mise a segno la rete che valse la vittoria dei labronici. Purtroppo durante la sua carriera di calciatore è stato spesso bersagliato dalla sfortuna manifestatasi con diversi gravi infortuni che non gli hanno concesso di trovare la giusta continuità e che lo hanno costretto a smettere presto.

Palladino, chiamato familiarmente “Lello” è uno dei figli di quella periferia metropolitana di Napoli che, purtroppo assurge alle cronache solo per fatti di cronaca. Nato a Mugnano di Napoli 38 anni fa, da sempre innamorato del pallone, in giovane età viene scoperto dagli osservatori della Juventus che lo hanno portato nel capoluogo sabaudo.

Ha girato l’Italia vestendo le maglie di diverse squadre, prima di finire al Monza, dove nel 2019 ha deciso di smettere con il calcio giocato, iniziando la carriera di allenatore, fino ad essere chiamato dal duo Berlusconi/Galliani a guidare la prima squadra.

Palladino nel corso degli anni ha sempre mantenuto un profondo legame con la sua terra, dove tra l’altro vivono i suoi genitori Rosa e Guglielmo, la sorella Milena ed i fratelli Michele e Biagio. Raffaele ogni volta che le circostanze lo hanno consentito non ha mai perso occasione di fare un salto nella sua città natale.

E’ stato il primo mugnanese a sedere su una panchina di serie A, una soddisfazione ed un vanto per i suoi concittadini. A tal proposito abbiamo intervistato il sindaco di Mugnano di Napoli, Luigi Sarnataro. Nato a Mugnano 41 anni fa è stato eletto per la prima volta quando ne aveva 34, laureato in scienze politiche, amante degli animali. Tra lui e Palladino intercorre una amicizia nata da ragazzi.

Dr. Luigi Sarnataro, nel settembre dal 2020 lei è stato riconfermato sindaco di Mugnano di Napoli, supportato da un vasto schieramento di centro sinistra, facendo seguito alla prima elezione avvenuta nel maggio 2015. Lei, essendo tra l’altro nato a Mugnano, ha avuto modo di conoscere Raffaele Palladino?

R: Si, lo conosco da tempo, da quando era ragazzo e ancora non giocava in serie A. Anche le nostre famiglie sono in contatto.

Nei giorni scorsi “Lello”, come viene chiamato familiarmente Raffaele Palladino, è diventato allenatore di una squadra di Serie A, il Monza. Quale è stata la sua reazione e quella dei suoi concittadini, una volta appresa la notizia che per la prima volta un mugnanese era diventato allenatore nella massima serie calcistica italiana?

R: Ne sono, come tutta la comunità che rappresento del resto, felice ed orgoglioso. Ogni qual volta un nostro concittadino ottiene massimi risultati nel proprio campo è per noi sempre una soddisfazione e la dimostrazione che la nostra città ha tanto da offrire.

Palladino, nonostante i gravi infortuni che ne hanno limitato la carriera calcistica, è sempre stato un predestinato. All’esordio in Serie A segna il gol vittoria, al debutto in panchina in A contribuisce a regalare ai brianzoli la prima vittoria nel campionato maggiore: concorda?

R: Concordo. Già quando giocava negli “Amici di Mugnano” era evidente fosse un predestinato. Del resto lo ha confermato nel corso di tutta la sua carriera.

Nonostante abbia lasciato Mugnano giovanissimo Palladino ha sempre mantenuto nel corso degli anni uno stretto e forte legale con la sua famiglia e la sua terra. Può essere considerato un esempio da seguire per le nuove generazioni?

R: Palladino è molo legato alla sua terra, ha una casa qui, ci viene spesso per stare con la sua famiglia. E’ sicuramente un esempio per i giovani: è la dimostrazione che con passione, dedizione, sacrificio e duro lavoro, puoi ottenere grandi risultati e realizzare i propri sogni, anche se si parte da una piccola città di provincia. Quando si guarda alla sua storia, è questo che i ragazzi devono pensare: posso riuscirci anche io.

Lo stadio comunale di Mugnano è intitolato ad “Alberto Vallefuoco”, un giovane mugnanese ucciso, insieme a due suoi compagni di lavoro per “errore” nel 1998 a Pomigliano d’Arco. Nel corso degli anni al torneo di calcio organizzato in memoria di “Albertino” era presente anche Raffaele Palladino. Che impatto ha sui giovani questo di gesto di “Lello” per il rispetto e la legalità?

R: Raffaele per tanti ragazzi rappresenta un modello e quando quel modello si schiera in modo attivo contro la criminalità organizzata è sempre un bene. Così come promuovere lo sport è fondamentale, vuol dire togliere i ragazzi dalla strada, dare loro un obiettivo, un impegno, incanalare le loro energie in qualcosa di sano.

Come amministrazione state pensando ad un riconoscimento per Palladino?

R: Sì, lo premierò come personaggio dell’anno a conclusione dei Festeggiamenti del Sacro Cuore di Gesù, la festa più importante della nostra comunità. Questo premio esiste da 7 anni, dall’indomani del mio insediamento nel 2015, e viene dato alle eccellenze del nostro territorio. L’anno scorso abbiamo premiato Salvatore Esposito, l’attore di fama internazionale meglio conosciuto per il ruolo di Gennaro Savastano in Gomorra, che è di Mugnano.

Mugnano di Napoli con gli oltre 35 mila abitanti, cosa offre ai giovani a livello di attività sportive?

R: Abbiamo tante associazioni sportive, che sono un’eccellenza: dal basket al taekwondo, dalla danza alla ginnastica artistica, il nuoto, il tennis da tavolo, oltre che ovviamente il calcio. Come Amministrazione ogni anno diamo in concessione a numerose associazioni sportive le palestre comunali interne alle scuole, proprio per rendere lo sport accessibile a tutti, anche a chi non può permetterselo.

Come tifoso del Napoli che rimpianti ha nel non aver mai visto Raffaele Palladino indossare la maglia con i colori azzurri?

R: Nessun rimpianto. Sicuramente avrebbe fatto piacere vederlo giocare con i colori azzurri, ma non al punto tale da avere rimpianti.

 

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