Fondi (LT). Sequestrati oltre 400.000 Euro per utilizzo false fatture. Coinvolte diverse Associazioni Sportive Dilettantistiche pontine

Grosseto. Campagna estiva della GdF: riscontrati lavoratori e affitti in nero e violazioni per la mancata accettazione di pagamenti in POS
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Le “sponsorizzazioni” sportive rappresentano la linfa vitale per le società dilettantische giovanili, consentendo loro di sopravvivere e, cosa principale, fare svolgere attività a migliaia di ragazzi. Nello stesso tempo, coloro (persone fisiche o società) che hanno effettuato investimenti in campagne pubblicitarie, incluse le sponsorizzazioni, nei confronti di leghe che organizzano campionati nazionali a squadre nell’ambito delle discipline olimpiche ovvero società sportive professionistiche e società ed associazioni sportive dilettantistiche iscritte al registro CONI operanti in discipline ammesse ai Giochi Olimpici e che svolgono attività sportiva giovanile, fruiscono di un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 50%.

Proprio in questa ottica i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, su disposizione della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P., Dott. Pierpaolo Bortone, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Giuseppe Miliano, per un valore di oltre 400 mila euro corrispondente alla somma delle imposte evase.
L’attività d’indagine, condotta dai militari della Compagnia di Fondi, ha portato alla luce un pluriennale giro di false fatturazioni, per importi di oltre un milione d’euro, a fronte del quale sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria 14 persone per reati tributari.
Il sistema fraudolento si basava non solo sull’acquisto di materie prime da società risultate, di fatto, inesistenti, ma anche sull’utilizzo di false fatturazioni per sponsorizzazioni emesse da diverse Associazioni Sportive Dilettantistiche del sud pontino, caratterizzate dalla sistematica “sovrafatturazione” delle prestazioni. Il meccanismo ideato per frodare il fisco sfruttava le agevolazioni della normativa fiscale dedicata alle A.S.D. che prevedono il pagamento dell’IRES soltanto sul 3% della totalità dei loro ricavi commerciali e di versare l’I.V.A. relativa alle operazioni imponibili nella misura del 50%.
Nel caso di specie, le A.S.D. procedevano a stipulare contratti di sponsorizzazione con varie imprese pontine, fatturando importi “gonfiati”. Le società sponsor coinvolte nel meccanismo, oltre a beneficiare della deduzione dei costi e della detrazione dell’IVA, rientravano in possesso di una parte delle somme pagate. Infatti, una volta incassate le somme, le associazioni sportive restituivano l’80% dell’importo fatturato alle aziende sponsorizzatrici documentando tali uscite come pagamenti di compensi o rimborsi spese in favore degli associati.
I reati contestati sono l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti in violazione alle norme di cui al D.Lgs. 74/2000 in capo ai rappresentanti legali di 13 Associazioni sportive dilettantistiche e ad un imprenditore di Fondi, destinatario del provvedimento appena eseguito, amministratore unico della società sponsor.

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