Parchimetri e pagamenti con il QR code: attenti alla truffa

Parchimetri e pagamenti con il QR code: attenti alla truffa
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La realizzazione del codice QR o QR code, risale a circa 30 ani fa. Si tratta di un codice a barre bidimensionale (o codice 2D), ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema bianco di forma quadrata, impiegato in genere per memorizzare informazioni destinate a essere lette tramite un apposito lettore ottico o anche da uno smartphone.

L’utilizzo su larga scala si è avuto solo in tempi recenti, diventando molto familiare con l’introduzione del green pass. La lettura del QR code consente di verificarne la validità al momento di un controllo o di accedere nei bar o nei ristoranti per consumare.

Il codice a barre viene anche utilizzato per facilitare le persone a raggiungere un indirizzo web. Basta utilizzare apposite app ed inquadre il QR code con la fotocamera dello smartphone e si viene indirizzati sul sito, evitando di digitare l’indirizzo URL.

Questo tipo di utilizzo consente anche di fare acquisti on-line, pagare l’accesso ad un cinema o ad un museo o pagare la sosta al parcheggio tramite parchimetro abilitato.

In questi casi, tramite il QR code, si viene rimandati sulla pagina web dove viene effettuato il pagamento, inserendo, tra l’altro, i dati della carta di credito.

Di recente, negli Stati Uniti, proprio nel pagamento dei parcheggi si stanno consumando numerose truffe. Il malfattore applica un “suo” QR code sopra quello “originale” del servizio. L’utente, ignaro, dalla lettura del QR code viene riportato su un sito del tutto simile all’originale, per cui effettua tranquillamente il pagamento ma l’incasso anziché andare al gestore del servizio va nelle tasche del truffatore.

Una truffa che purtroppo sta iniziando a prendere piede anche in Italia. L’unica raccomandazione è quella di verificare, prima di fare il pagamento tramite app, se il QR code è quello orginale o se è applicato tramite adesivo, mentre gli acquisti on-line andrebbero effettuati solo nei grandi siti di e-commerce.

La scoperta da parte delle società di queste truffe dei parchimetri non è affatto facile. Un modo per scoprilo è la diminuzione del profitto, ma se il “malfattore” non è ingordo la cosa potrebbe passare “inosservata”.

Infine, la raccolta fraudolenta dei dati delle carte di credito attraverso i siti creati per intercettare i pagamenti, potrebbe portare al loro utilizzo per compiere altre truffe.

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