Armando De Rosa ricorda l’amico Sergio Bruni a 100 anni dalla nascita del maestro

Armando De Rosa ricorda l'amico Sergio Bruni a 100 anni dalla nascita del maestro
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Oggi ricorre il centenario della nascita dell’artista Sergio Bruni.  Il maestro, all’anagrafe Guglielmo Chianese, nasce a Villaricca, un paese dell’area nord di Napoli il 15 settembre 1921 e muore a Roma il 22 giugno 2003. ), è stato un cantautore, chitarrista e compositore. La Canzone Napoletana è Sergio Bruni e viceversa.

Una infanzia povera, acuita dal periodo bellico. Proprio in questo periodo, all’età di 22 anni, militare di stanza a Torino, mentre si trovava a casa in convalescenza avuto notizia che a Napoli la gente stava insorgendo contro le truppe tedesche, insieme ad una decina di coetanei, si unì alla rivolta. Il 29 settembre 1943, con l’aiuto di un capitano d’artiglieria, Bruni ed i suoi compagni riuscirono a sminare il ponte di Chiaiano, minato dai tedeschi. Sulla via del ritorno s’imbatterono in una pattuglia tedesca e, in uno scontro a fuoco, Bruni rimase gravemente ferito alla gamba destra, rimanendo  segnato per sempre da una menomazione nel camminare.

Nel 1944 esordì ufficialmente davanti al pubblico del Teatro Reale di Napoli. Pur ottenendo un grande successo, il giorno dopo l’impresario rifiutò di farlo cantare per non disturbare gli “artisti scritturati”. Nonostante il momento difficile, l’anno successivo entrò nel mondo della canzone dalla porta principale, vincendo un concorso per voci nuove bandito dalla RAI. La fase finale si svolse il 21 ottobre al Teatro delle Palme di Napoli e Bruni ottenne un vero trionfo, classificandosi primo con 298 voti contro i 43 del secondo classificato.

Da questo momento la carriera artistica del maestro Sergio Bruni è stata un crescendo. Partecipazioni a festival nazionali ed internazionali con tantissime vittorie.

Memorabile il gesto che fece scalpore durante il festival di Sanremo del 1960. Bruni voleva cantare per ultimo ma l’organizzazione assegnò questa possibilità a Claudio Villa. Il maestro lasciò la manifestazione canora.  Doveva cantare “Serenata a Maria”. La canzone fu interpretata, poi da Fausto Cigliano che vinse.

Una figura che è stata da sempre amica e vicina a Sergio Bruni e che ha tenuto alto il nome ed il valore del maestro dopo la sua morte è il Dr. Armando De Rosa. Organizzatore di rassegne musicali, incontri, convegni incentrati sul maestro Sergio Bruni, nonché componente del Comitato Scientifico per la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano ed uno dei promotori del premio “Villaricca-Sergio Bruni”. Con De Rosa, nel corso di una amabile conversazione, abbiamo cercato di far conoscere meglio Sergio Bruni e cosa ha rappresentato e rappresenta per la Canzone Napoletana.

Dr. Armando De Rosa, nel corso degli anni con appassionata e generosa dedizione ha contribuito a tenere alta la figura di un suo illustre concittadino di Villaricca, Sergio Bruni, all’anagrafe Guglielmo Chianese, un grande artista della musica napoletana. Come nasce questa idea e come si sviluppa?

L’idea di raccontare Sergio Bruni e il suo patrimonio artistico è nata dall’esigenza di non perdere l’abitudine di conoscere il proprio territorio e le proprie ricchezze. La Canzone Napoletana è Sergio Bruni e viceversa. L’idea nasce perché, in primo luogo, eravamo amici. Lui frequentava casa mia e io la sua e in secondo luogo, perché la sua morte fisica non poteva coincidere anche con quella artistica. Il valore umano e artistico di Bruni andava trasmesso ai più giovani ed è quello che continuiamo a fare con passione e determinazione.  

Possiamo affermare senza essere smentiti che la canzone “Carmela” rappresenta una delle migliori opere di Sergio Bruni. Per alcuni rappresenta il passaggio fra la canzone napoletana classica e la moderna. Come lo stesso Salvatore Palomba ha raccontato in seguito Carmela non è soltanto una donna, ma rappresenta tutta Napoli. Concorda con questa interpretazione?

Sì, concordo. Carmela è Napoli con tutte le sue sfumature e tutti i contrasti presenti nella città in cui Palomba e Bruni hanno vissuto ma rappresenta ancora la città anche se, ormai è diventata metropolitana.

Cosa ha significato per Sergio Bruni il rapporto con il poeta Salvatore Palomba?

Il rapporto con Palomba è stato molto importante perché insieme hanno creato la Canzone Napoletana. Sergio Bruni fu colpito da alcune poesie di Palomba e decise di metterle in musica. I versi scritti da Salvatore Palomba sono parole vere e la voce di Bruni è riuscita a declamarli in modo meraviglioso.

Sergio Bruni ha partecipato e vinto diversi concorsi nazionali ed internazionali di musica leggera. Ci racconta del “famoso” diverbio che avvenne nel 1960 al Festival della canzone napoletana con Claudio Villa?

Nel 1960, l’organizzazione Rai del Festival di Napoli mise in scaletta Villa per ultimo ma Sergio Bruni si turbò perché voleva cantare lui per ultimo. Lasciò la manifestazione canora.  Doveva cantare “Serenata a Maria”. La canzone fu interpretata, poi da Cigliano che vinse. Questo aneddoto mi è stato raccontato da chi lo accompagnava sempre, Ferdinando De Rosa.

Cosa ha rappresentato Villaricca per il maestro?

Per Bruni, Villaricca ha rappresentato tutto. Lo sviluppo della sua persona e lo sviluppo della sua passione per il canto. A Villaricca ha avuto il primo contatto con l’arte attraverso la banda musicale che lo accolse immediatamente. Tra le strade di Villaricca cantava e riproduceva suoni in modo da migliorare la sua voce. Il suo paese di origine l’ha visto nascere in una condizione di povertà per poi, migliorare la sua condizione attraverso la musica.

Quali motivi spinsero Bruni nel 2000 a trasferirsi a Roma?

Nel marzo del 2000, per motivi di salute e di opportunità lavorative, lasciò la sua villa di Napoli e si trasferì a Roma, città d’abitazione di due delle sue quattro figlie.

Dopo la scomparsa del maestro avvenuta a Roma nel 2003, il Comune e la Pro Loco di Villaricca istituirono il “Premio Villaricca-Sergio Bruni”, un modo oltre che per mantenerne intatta la sua memoria, anche per stimolare l’interesse per la lingua, la poesia e la canzone napoletana. Quale è stata la reazione dei ragazzi delle scuole medie di Napoli e provincia, ai quali è rivolto?

Il Premio Villaricca-Sergio Bruni, la Canzone Napoletana nelle Scuole ci ha regalato grandi soddisfazioni. Per nove edizioni, gli alunni partecipanti sono stati migliaia. Ognuno ha avuto la possibilità di esprimere il proprio attaccamento alla Canzone Napoletana con disegni, saggi, poesie e relazioni. Un bel momento di condivisione e di recupero della nostra cultura artistica. Il Premio Villaricca-Sergio Bruni, ideato dal poeta Salvatore Palomba e istituito nel 2003 dal Comune e dalla Pro Loco di Villaricca, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania vede proprio come obiettivo principale diffondere il suo immenso patrimonio artistico.

Dr. De Rosa, lei uno dei sette componenti del Comitato Scientifico per la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano, istituito dalla Regione Campania. Un incarico che possiamo dire rappresenta senz’altro il sigillo al suo impegno, per la divulgazione del patrimonio linguistico napoletano negli ultimi venti anni, consistito in mostre, concerti, convegni. Ci racconta un aneddoto che riguarda il maestro Sergio Bruni?

Di aneddoti ce ne sarebbero tanti, troppi. Ti posso raccontare di quando invitava a casa sua amici, parenti e fan uno per tutti quando invitò il  suo amico , mio zio Armando De Rosa assessore regionale al Turismo della regione Campania  la Famiglia cero io con mia moglie Annamaria, che è anche sua parente . Prima ci i face  accomodare a tavola per mangiare la pizza preparata da un pizzaiolo coadiuvato da  lui e preparato  in un forno a legna che era giù nella taverna che poi divenne il teatro della canzone napoletana di casa Bruni, dove ogni sabato lui faceva concerti gratis su inviti fino che è stato a Napoli  e poi, improvvisò un concerto cosa che ripeteva per gli amici cari come per Eduardo De Filippo che in una occasione gli regalò la famosa poesia “A voce ‘e Napule“: “A ggente sà che dice? Ca tu sì ‘a Voce ‘e Napule e sà che dice pure? Ca Napule songh’io! E si tu si ‘a voce ‘e Napule e Napule songh’io, chesta che vene a dicere? Ca tu si ‘a vocia mia…
Io sono il Vice Presidente del Comitato Scientifico per la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano e condivido la carica con il Professore di Linguistica della Federico II, Nicola De Blasi mentre il Presidente è Maurizio De Giovanni che insieme agli altri componenti si impegna in tutto e per tutto per la causa. Quattro componenti sono stati nominati dalla consulta regionale delle Università della Campania e tre su indicazione del Consiglio Regionale della Campania. 

Oggi 15 settembre, ricorre il centenario della nascita di Sergio Bruni, con quali iniziative verrà ricordato?

Noi qualche giorno fa lo abbiamo ricordato nella parrocchia Santa Maria dell’Arco presso la fonte battesimale dove fu battezzato il 22 settembre del 1921.
Il Maestro Sergio Bruni, oltre ad essere ricordato sul sito della Pro Loco di Villaricca, verrà festeggiato per bene con varie manifestazioni da effettuare dal mese prossimo fino a dicembre. Infatti, è prevista la pubblicazione del libro “Sergio Bruni, Il Cantore di Villaricca” nella sua riedizione già presentato durante il Napoli Città Libro a Palazzo Reale. Inoltre, stamperemo in un catalogo tutti i vincitori del Premio dal 2003 fino all’ultima edizione. Poi, è in fase di realizzazione un monumento da fissare nel cimitero di Villaricca quando la salma di Sergio Bruni, per volontà della famiglia, sarà trasferita da Somma Vesuviana. Per ultimo, ci sarà una manifestazione che coinvolgerà i ragazzi del Liceo Boccioni-Palizzi di Napoli con i quali abbiamo un ciclo di seminari sul Maestro e sulla Canzone Napoletana.

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