Francesco Lavalle, il giovane sindaco che punta alla rinascita di San Giorgio a Liri (FR)

Francesco Lavalle, il giovane sindaco che punta alla rinascita di San Giorgio a Liri (FR)
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Francesco Lavalle, 32 anni, laureato in medicina veterinaria, è stato eletto sindaco di San Giorgio a Liri (FR) nel maggio del 2019, a capo di una lista civica “Amo San Giorgio” facente riferimento al M5S ed al CDX, sull’allora favorito, l’ex vice sindaco uscente Massimo Terrezza, candidato per la lista “Avanti San Giorgio”, sempre espressione del CDX. Nel corso della consigliatura, l’addio alla maggioranza di alcuni consiglieri di area CDX porta al cambio di “colore” politico della giunta. C’è l’ingresso del consigliere della lista “Rinascita per San Giorgio” Davide Della Rosa, di area CSX, che lo scorso anno dando il suo sostegno alla giunta Lavalle ha consentito di far passare il bilancio comunale ed evitarne lo scioglimento.

Al sindaco Lavalle, giovane primo cittadino di una comunità che conta poco più di 3000 anime, sempre più apprezzato dai suoi concittadini vista la costante e continua presenza fuori delle stanze del comune e per l’impegno profuso da lui e dalla sua giunta ad ascoltare e risolvere i problemi, abbiamo posto alcune domande che spaziano dalla pandemia ai problemi che quotidianamente affliggono la gente.

Sindaco Francesco Lavalle, dalla sua elezione avvenuta il 26 maggio 2019 ad oggi si è trovato di fronte, oltre alle varie problematiche che quotidianamente purtroppo assillano i suoi cittadini, anche il Covid”. È indubbio che la pandemia ha cambiato il modo di vivere delle persone, nella sua veste di primo cittadino di una comunità che più di 3.100 abitanti, come ha vissuto e come ha gestito e come continua a gestirla questa situazione?

Non so se esistano condizioni ideali per fare il sindaco. Certo, avremmo tutti preferito vivere un tempo meno denso e meno complesso di quello che stiamo attraversando, ma le difficoltà presenti ci impongono di fare ricorso a tutte le capacità e a tutto l’impegno di cui siamo capaci per raggiungere i due obiettivi che ci siamo prefissati: far fronte alle difficoltà crescenti generate da oltre un anno di pandemia, andando incontro alle esigenze dei nostri concittadini e – con ottimismo e lungimiranza – continuare ad investire sulle attività che abbiamo messo in cantiere finalizzate alla crescita di San Giorgio a Liri.

La pandemia ha creato e continua a creare problemi economici ai cittadini. Quali iniziative avete messo in campo?

I Comuni, in particolar modo quelli di modeste dimensioni, sono un po’ la Cenerentola di questa pandemia. Sono, di fatto, il primo punto di contatto con le difficoltà quotidiane dei cittadini, senza però avere le risorse necessarie per farlo come sarebbe giusto ed opportuno fare. Tuttavia, nonostante questa enorme distanza del Governo centrale rispetto ai territori, San Giorgio a Liri è riuscita a mettere in campo iniziative finalizzate al sostegno delle famiglie che stanno attraversando un momento di particolare difficoltà economica e sociale. Lo abbiamo fatto coinvolgendoci tutti, facendo appello alla responsabilità e allo spirito di solidarietà di tutta la comunità. Abbiamo raccolto alimenti per le famiglie bisognose, abbiamo portato la spesa e i farmaci a casa a chi non poteva uscire, abbiamo informato costantemente la popolazione, innescando un tam tam virtuoso di rispetto e condivisione delle regole di prevenzione dei contagi.

Ad un anno di distanza dall’inizio della pandemia, conscio delle tante difficoltà che ancora oggi dobbiamo fronteggiare, permettetemi di esprimere, anche solo per un attimo, la mia soddisfazione per il lavoro svolto dall’intera comunità sangiorgese. Ognuno di noi ha fatto e sta continuando a fare la sua parte, in uno sforzo di grande solidarietà e responsabilità collettiva.

A San Giorgio a Liri che problematiche ha creato la pandemia nel campo del lavoro?

L’emergenza sanitaria e gli ormai famigerati DPCM che si sono susseguiti in questo ultimo anno nel nostro paese, hanno determinato, proprio come in tutta Italia, numerose difficoltà ai lavoratori: dalla chiusura delle attività commerciali alle difficoltà crescenti per i professionisti, gli artigiani e le partite iva. A questo si aggiunge l’enorme danno educativo che la chiusura delle scuole sta progressivamente generando ad intere generazioni di studenti e, vale la pena ricordarlo, alle famiglie, chiamate a fare veri e propri salti mortali per provvedere, oltre che ai soliti impegni lavorativi e domestici, anche all’istruzione dei propri figli.

Sono amentate le persone indigenti?

Le difficoltà crescono giorno dopo giorno e, con esse, aumenta il numero di persone bisognose di un sostegno concreto. A fronte di ciò, lo Stato non sembra ancora essere in grado di tenere il passo di questo mutamento epocale. Questo fa sì che, per pudore, molti scelgano di non rivolgersi ai Servizi Sociali. A loro voglio rivolgermi per rinnovare il mio invito a mettersi in contatto direttamente con me, oppure con gli altri volontari. Insieme faremo tutto il possibile per non lasciare nessuno indietro.

Quale è il trend demografico di San Giorgio sia prima che durante la pandemia?

Il trend è rimasto costante, generalmente abbiamo un bilancio negativo tra nascite e decessi, infatti negli ultimi anni la popolazione sta diminuendo.

Ci sono state chiusure di attività commerciali a titolo definitivo?

Il nostro è un piccolo paese fatto per lo più di artigiani, piccole imprese e professionisti, persone che hanno impiegato anni, risparmi e sacrifici per mettere in piedi un’attività lavorativa. Dall’inizio della pandemia queste persone si sono ritrovate sole, senza un reale sostegno economico, a dover decidere se cessare la propria attività oppure continuare a rimetterci. Come è facile immaginare, vista la latitanza di una reale politica di salvataggio delle imprese molti sono stati costretti a gettare la spugna. Non posso certo biasmarli. Mi domando, piuttosto, come il Governo possa essere tanto miope da pensare che una persona possa provvedere, in un momento tanto drammatico, ai bisogni della propria famiglia e a tenere in piedi un’attività lavorativa – qualunque essa sia – con qualche bonus di poche centinaia di euro.

A quasi tre anni dalla sua elezione potrebbe tracciare un bilancio dell’attività amministrativa della sua Giunta?

 

Non me ne voglia, ma credo che questo non sia il momento migliore per fare bilanci di sorta. Con la mia squadra abbiamo cercato di amministrare San Giorgio a Liri ogni giorno nel migliore dei modi, condividendo le nostre scelte con la comunità, senza proclami, rispondendo alle esigenze dei nostri concittadini, da quelle piccole a quelle grandi, in un momento storico che per certi versi somiglia ad una ricostruzione post-bellica. Lo stiamo facendo con il massimo impegno, continuando – pur tra mille difficoltà – a progettare e a pianificare il futuro di San Giorgio a Liri. I bilanci tendono a sintetizzare, a ridurre tutto a numeri da esibire. Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni in cui ho ricoperto il ruolo di sindaco è che questo tipo di semplificazioni non fanno per me perché tagliano fuori la parte più bella: l’entusiasmo, l’impegno, la fatica e la soddisfazione delle tante persone che abbiamo coinvolto in questi tre anni di amministrazione. Ecco, se proprio dovessi fare un bilancio di questo tempo trascorso dalla mia elezione, preferirei non parlare di numeri, nastri tagliati, finanziamenti ottenuti e traguardi raggiunti. Quelli ci sono, sono molto importanti, intendiamoci, li abbiamo comunicati e li comunicheremo ancora passo dopo passo ai cittadini, come è giusto che sia. Farei, invece, una volta tanto, un bilancio diverso, fatto di nomi, di aneddoti, della fatica e, del calore umano e della bellezza che io e la mia squadra abbiamo incontrato ogni giorno in Comune, per le strade del nostro paese e nelle case dei nostri concittadini. E’ tutto qui il vero valore aggiunto di questi anni, per me, nelle relazioni, nelle persone, in un ritrovato spirito di comunità.

Che progetti avete in cantiere per San Giorgio?

Abbiamo avviato progetti e iniziative utili a risvegliare l’interesse culturale, coinvolgendo le nuove generazioni, a tutelare e valorizzare l’ambiente e le risorse naturali di San Giorgio a Liri, a favorire la crescita economica e turistica, ad ammodernare e rendere più vivibile il paese. È in questa direzione che ci stiamo muovendo e abbiamo intenzione di proseguire il nostro lavoro, continuando a reperire le risorse necessarie dagli enti sovracomunali, mettendo in campo le idee e i talenti migliori che offre il nostro territorio.

Abbiamo ottenuto 2 finanziamenti utili alla ristrutturazione dell’asilo nido e del centro polifunzionale, stiamo lavorando sull’efficientamento energetico della pubblica illuminazione, abbiamo ottenuto un finanziamento per il dissesto idrogeologico per mettere in sicurezza le località Calcarelle e Torricelli, stiamo per iniziare i lavori per riasfaltare via Collejacone e località Morelle/Vallemontana, abbiamo inviato altre richieste di finanziamento per la ristrutturazione della Chiesa di San Giorgio, per il centro sportivo e per il parco la Forma.

Stiamo lavorando per rendere più moderno ed efficace il piano regolatore ed attuare la legge sulla rigenerazione urbana per dare nuove possibilità di espansione al paese. In concerto con il Cosilam abbiamo ottenuto un finanziamento per completare alcune strade della zona industriale ed è quasi in dirittura d’arrivo la variante che consentirà a molte attività che sono ubicate sulla SR 630 e nell’ area industriale di essere realmente commerciali.

La nostra amministrazione è un cantiere aperto su tutti i fronti, infatti questi sono solo alcuni dei progetti che saranno realizzati, nonostante l’ostruzionismo di alcune frange dell’opposizione.

Più di 10 anni fa un candidato a sindaco al comune di San Giorgio, unitamente ad altri amministratori di comuni vicini, durante un comizio, parlò di un progetto riguardante la creazione di una linea ferroviaria per collegare Cassino al mare. Che fine ha fatto questo progetto?

Ad oggi non risulta da parte della regione o del governo alcun progetto, con l’arrivo dei fondi del recovery found si parla di una riqualificazione della SR 630, ma vediamo, ancora nulla di sicuro.

Di recente c’è stata la metanizzazione delle contrade che si affacciano sulla SR 630, quando vedremo realizzato lo stesso progetto anche nelle contrade Collejacone, Morelle e Limata?

Abbiamo iniziato a fare nuove richieste di investimento alla 2iretegas, che è la società che ha in concessione la rete metanifera nel nostro territorio. L’obiettivo è quello di estendere la rete metanifera anche nelle contrade periferiche, in via Limatella manca soltanto un piccolo tratto per il completamento, oltre le Morelle e Collejacone, c’è necessità di portare il gas metano anche in tutte le altre zone, che ad oggi risultano sprovviste.

Di recente il centro storico del paese è stato cablato con la fibra. Con la DAD e lo smart working coloro che abitano fuori dal centro hanno riscontrato problemi di linea che spesso e volentieri hanno impedito l’esercizio di tali attività lavorative e di studio. Esiste un progetto che mira ad estendere il cablaggio anche alle contrade periferiche?

Ad oggi la Tim ha portato la fibra misto rame in tutto il paese, non è fibra pura, quindi ne risente la velocità di navigazione, in altre aree c’è la possibilità di connettersi con buoni risultati attraverso altri gestori che utilizzano il Wirelles. Il progetto Open Fiber, ad oggi, non è terminato, ha creato non pochi problemi alla cittadinanza e abbiamo sollecitato per capire quale è ad oggi lo stato del lavoro. Dovrebbero iniziare i collegamenti quest’anno, ma non sono molto fiducioso.

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