AstraZeneca: lo stabilimento Catalent di Anagni sotto la lente dell’UE

AstraZeneca: lo stabilimento Catalent di Anagni sotto la lente dell'UE
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Lo stabilimento della multinazionale Catalent di Anagni è di nuovo nell’occhio del ciclone. Dopo la vicenda che ha visto il blocco da parte del premier Draghi di 250 mila dosi di vaccino AstraZeneca destinate all’Australia, questa volta è la Commissione Europe che ha blocato, sempre presso il sito di Anagni, 29 Mln di dosi pronte per essere spedite nel Regno unito.

Un quantitavo ingentissimo: oltre 16 Mln sono destinati agli stati europei (più del doppio di quelle ricevute fino ad oggi) e altri 11 Mln all’inghilterra.

Sono in corso della trattative tra Bruxelles e Londra per sbloccare questa empasse.

Lo stabilimento Catalent nasce nel 1966 come Squibb, viene poi acquisito dalla Bristol-Myers, con la fusione dei due gruppi avvenuta alla fine degli anni ’90. Nel 2000 diventa lo stabilimento di punta per il lancio dei nuovi prodotti per più di 70 mercati esteri, con il conseguente aumento occaupazionale passato da 200 a 700 dipendenti. Infine nel 2017 che un cambio di strategia aziendale della Bristol-Myers che ha poi portato all’acquisizione del sito anagnino da parte di Catalent.

L’accordo con AstraZeneca prevede la produzione di 5 milioni di flaconi di vaccino al mese.

 

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