Cento anni fa nasceva in ciociaria il grande Nino Manfredi

Cento anni fa nasceva in ciociaria il grande Nino Manfredi
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Oggi ricorre il centenario della nascita di Saturnino Manfredi, detto Nino. Il popolare attore nasceva a Castro dei Volci, un paesino della provincia di Frosinone, è stato un attore polivalente e geniale, che durante la sua carriera ha saputo conquistare il grande pubblico ed è stato apprezzato anche dai grandi registi.

Trascorre la sua travagliata adolescenza in un Collegio. Si ammala di tubercolosi e durante la degenza in sanatorio impara a suonare il banjo. La sua passione per la recitazione nasca dopo aver assistito a un’esibizione della compagnia teatrale di Vittorio De Sica.
Si iscrive all’università, ma passa le sere a recitare in un teatrino parrocchiale del paese.
Durante il periodo della guerra si rifugia, insieme al fratello, sui monti circostanti Cassino, anche per  sfuggire al militare. Finito il conflitto bellico torna all’università e in contemporanea si iscrive all’accademia d’arte drammatica.Si laurea in Giurisprudenza e debutta in teatro con Tino Buazzelli nella compagnia Maltagliati-Gassman, dove interpreta ruoli drammatici. Dopo una esperienza alla scuola del Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler, torna a Roma con Eduardo De Filippo. Nel 1949, la sua prima esperienza cinematografica nel ruolo di Francesco Marvasi nel film drammatico sentimentale ‘Torna a Napoli’. Dopo dieci anni partecipa a Canzonissima, con il personaggio ‘Bastiano, il barista di Ceccano‘, dove ebbe origine la fomosa battuta ‘Fusse che fusse la vorta bbona’. Un personaggio ed una frase che hanno fatto epoca.
Da questo momento in poi una serie di interpretazioni cinematorgrafiche in ruoli e film che hanno fatto la storia del cinema italiano. Da ‘Audace colpo dei soliti ignoti‘ di Nanni Loy, il sequel de ‘I soliti ignoti‘, diretto da Mario Monicelli, in cui Nino Manfredi interpreta Piede amaro che prende il posto di Tiberio, ruolo che fu di Marcello Mastroianni, con Gassman, Tiberio Murgia e Carlo Pisacane a ‘L’impiegato‘, 1960, diretto da Gianni Puccini, da ‘Operazione San Gennaro‘ del 1966, a ‘Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?‘ cult del 1968, anno in cui recitò nel film a episodi ‘Vedo nudo‘. Nel 1969 nasce la collaborazione con il grande regista Luigi Magni nel film ‘Nell’anno del Signore‘. Con il regista e sceneggiatore romano Manfredi lavorerà anche ‘In nome del Papa Re‘, ‘Quelle strane occasioni‘ e ‘In nome del popolo sovrano‘ nel 1990. In quest’ultimo film interpreta Angelo Brunetti detto Ciceruacchio. Pezzo della storia del cinema la recita del monologo con cui si difende dopo essere caduto in mano austriaca: “Ho voluto bene a Roma, embe’? e da quanno in qua l’amor de patria è diventato un delitto? Però se nella legge vostra è un delitto vole’ bene ar paese proprio, allora io so’ corpevole, anzi so’ reo confesso, e m’offennerebbe pure se me rimannaste assorto, per cui, eccellenza, spero che lei se sia persuasa, e così voi che me sembrate… oooh, ma me state a sentì?“.
Come non ricordare l’interpretazione di Manfredi nel ruolo di un emigrato italiano in Svizzera come in ‘Pane e cioccolata‘ o in un cinico e spiegato abitante di una baraccopoli romana in ‘Brutti, sporchi e cattivi‘.
Forse il ruolo nel film per eccellenza, quello che è rimasto più nelle memoria delle gente è Geppetto, nell’indimenticato ‘Pinocchio‘ di Luigi Comencini del 1972.
Nei sui 55 anni di carriera il grande attore ciociaro ha recitato in oltre 100 film alcuni dei quali al fianco di firme illustri come quelle di Dino Risi, di Ettore Scola o di Vittorio De Sica, poi il debutto negli anni ’90 in alcune fiction televisive di grande successo come ‘Un commissario a Roma‘ fino a ‘Linda e il Brigadiere‘ con Claudia Koll. L’ultimo suo impegno a pochi mesi dalla morte è in TV con la ‘La notte di Pasquino’ di Luigi Magni.
Nella sua grande carriere artistica Nino Manfredi è passato anche dal doppiaggio, al teatro, alla radio, agli sceneggiati televisivi. Nel 2004, pochi mesi prima che venne stroncato da una emorragia cerebrale, Manfredi venne omaggiato alla Mostra del Cinema di Venezia, senza contare i cinque Nastri d’argento e i cinque David di Donatello.
Nino Manfredi è stato indubbiamante uno degli artisti considerati tra i più grandi interpreti della commedia all’italiana con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman.
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