Procida illustrata dal sindaco Ambrosino che spiega il perchè visitare l’isola

Procida illustrata dal sindaco Ambrosino che spiega il perchè visitare l'isola
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Alcuni giorni fa una commissione del MIBAC ha nominato Procida capitale italiana della cultura per l’anno 2022. La scelta del progetto del comune campano è scaturita dopo l’esame delle candidature tra le dieci finaliste sulle 28 che in origine si erano candidate. Alla fine Procida ha avuto la meglio su città come Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Taranto, Trapani, Verbania e Volterra (Pisa).

Abbiamo sentito il sindaco Raimondo Ambrosino, più conosciuto tra i suoi concittadini come Dino, non solo per la nomina ottenuta da suo comune, ma anche per far conoscere meglio questa piccola e bellissima isola.

Sindaco Ambrosino, innanzi tutto porgo a Lei ed ai suoi concittadini le congratulazioni dei lettori de ILTIFOSO per la nomina di Procida a capitale della cultura 2022. Cosa significa questo importante riconoscimento per Procida?

La nomina di Procida a capitale italiana della cultura per il 2022 è un grande riconoscimento per tutta la nostra comunità. E’ stato il frutto di un lavoro di squadra al quale ci siamo appassionati ogni giorno di più. Devo ringraziare tutti i miei concittadini che hanno contribuito prima alla candidatura, poi allo sviluppo del programma.

Come è nata la candidatura e su quali punti si è basata?

La nostra candidatura, del quale è project manager Agostino Riitano, comprende 44 progetti culturali per 330 giorni complessivi di programmazione ed è basata tra l’altro sul green deal, sull’innovazione sociale ed urbana, sul turismo lento e sulla gestione sostenibile degli eventi. Il progetto abbiamo deciso di chiamarlo “La cultura non isola”, e questa scelta avvenuta prima della pandemia ha un significato che oggi appare ancora più pregante.

Procida è una delle isole dell’arcipelago campano, meno famosa rispetto ad Ischia e Capri, ma non meno bella. Può fare una descrizione per chi ancora non la conosce?

In effetti Procida è purtroppo ancora poco conosciuta, anche in Campania. Spesso, trovandomi in giro non solo all’estero ma anche in Italia, per far capire meglio dove si trova la nostra isola debbo specificare ed aggiungere “vicino ad Ischia”. La nostra isola rispecchia la calma, la tranquillità, la lentezza dello scorrere della vita che non si trova nelle città. Girando per l’isola si vedono ancora i pescatori intenti a rammendare le reti o si percepiscono in primavera i profumi dei suoi giardini. E’ possibile osservare il panorama dalla casa di Elsa Morante (la scrittrice che vinse il Premio Strega nel 1957 con il romanzo ‘L’isola di Arturo’, ambientato sull’isola che ebbe modo di scoprire all’inizio degli anni ’40 rifugiatasi insieme al neosposo Alberto Moravia per scappare agli orrori del conflitto). Poi c’è Corricella (piccolo incastro di case di pescatori, coloratissimo, scelto da Massimo Trosi per alcune scene de Il Postino), poi c’è Terra Murata e l’isola di Vivara. Senza dimenticare le spiagge sabbiose di Ciraccio e della Chiaiolella,

Dal punto di vista turistico cosa offre Procida?

Procida è una piccola isola. Forse poco frequentata dai giovani che cercano prettamente vita mondana o notturna. Si adatta di più a coloro che cercano la tranquillità, il mare, il buon cibo, le passeggiate, la natura. Procida è più densamente abitata rispetto a Ischia e Capri che vivono di stagionalità, in quanto molti dei nostri concittadini sono naviganti o pescatori.

Procida e collegata con un ponte a Vivara, isola attualmente disabitata, riserva naturale statale. Il suo litorale è inoltre compreso nell’Area marina protetta Regno di Nettuno. A Vivara nel 2017 sono stati rinvenuti reperti micenei.

Come è strutturata Procida a livello ormeggi?

Sull’isola abbiamo due porti. Uno con maggior vocazione commerciale, dove tra l’altro attraccano i traghetti e gli aliscafi che ci collegano oltre a Napoli anche alle altre isole del golfo e l’altro più a carattere diportista. I dati di questi ultimi anni ci confermano che entrambi sono in forte espansione. I nostri porti oltre dai nostri pescatori, sono usati principalmente come ormeggio per i turisti da diporto ed in maniera minore utilizzati come sosta per coloro che con barche di stazza medio grande navigano l’estate nel Tirreno e nel Mediterraneo.

Le strutture alloggiative di Procida (intese sia come alberghi, B&B, case private, ecc.) quanti turisti sono in grado di accogliere nel periodo clou della stagione estiva?

Le strutture alberghiere presenti sull’isola sono di media grandezza. A queste si aggiungono le piccole strutture a gestione familiare ed i B&B. Senza contare le abitazioni private che d’estate vengono affittate. Nel periodo clou della stagione estiva sull’isola contiamo la presenza anche 3/4 mila turisti che rimangono più giorni, senza contare quelli giornalieri mordi e fuggi.

Infine, perché una persona dovrebbe visitare Procida?

Procida è una isola multicolore. Ogni abitazione ha un colore diverso. Mentre ci si avvicina via mare all’isola da lontano, quando il porto di Marina Grande si intravede appena, la prima cosa che si scopre di Procida è l’insieme variopinto delle case. Giallo, azzurro, rosso, verde, arancione, bianco. Un insieme di colori che accoglie il visitatore e gli dà il benvenuto. Il perché della colorazione delle case risale al secolo scorso quando i pescatori decisero di iniziare a colorarle in modo tale che mentre erano a pesca a diverse miglia dall’isola potevano scorgere la propria abitazione, appunto dal colore, le loro abitazioni. In segno di vicinanza alle loro famiglie che li attendevano al ritorno sull’isola. La bellezza rende i piccoli borghi di Procida fermi nel tempo, dove non si costruiscono case ma si rigenerano.

Ci auguriamo che questa varietà di colori sia di buon auspicio per il 2022, rispetto al grigio dell’attuale momento dovuto alla pandemia.

A Procida non ci sono gli spazi enormi della verdissima Ischia né il lusso della meravigliosa Capri. La nostra è un’isola semplice, dove la vita nei borghi ha ancora il sapore genuino tipico dei paesi marinari, dove le stradine strette e spesso acciottolate salgono e scendono a senso unico, dove dalle case multi-color si affacciano signore sorridenti e dall’interno arriva l’odore dei dolcetti al limone e del caffè appena fatto.

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