Pandemia, crisi economica, lavoro, vaccinazioni. Alcuni temi dell’intervista di Mauro Buschini, presidente del Consiglio Regionale del Lazio

Pandemia, crisi economica, lavoro, vaccinazioni. Questo ed altro nell’intervista di Mauro Buschini, presidente del Consiglio Regionale del Lazio
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Mauro Buschini, nato ad Alatri (FR) il 29.8.1978. Inizia la sua attività politica nella comunità alatrense, dopo ricoprirà la carica di consigliere comunale e Assessore al Commercio. A 23 anni viene eletto all’unanimità Segretario della provincia di Frosinone prima dei Democratici di Sinistra e poi del Partito Democratico. In seguito, prima di essere eletto alla Pisana, è stato consigliere di amministrazione presso l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’agricoltura del Lazio, ruolo dal quale si è dimesso prima di accettare la candidatura a consigliere regionale in sostegno di Nicola Zingaretti Presidente.

Vene eletto la prima volta come consigliere della Regione Lazio nel febbraio del 2013. In quella consiliatura, precisamente a gennaio 2016, viene nominato assessore regionale ai Rapporti con il Consiglio, Ambiente e rifiuti. Riconfermato consigliere alle elezioni regionali del 4 marzo 2018 con 16.445 preferenze, viene nominato capogruppo del Partito democratico.

Il 17.04.2019 il Consiglio regionale del Lazio elegge Mauro Buschini presidente dell’assemblea. Succede a Daniele Leodori che ha lasciato per assumere il nuovo incarico di Vice Presidente della Regione Lazio.

On.le Buschini, dal suo osservatorio di Presidente del Consiglio regionale del Lazio, ha avuto modo di seguire tutte le varie fasi della pandemia sul territorio regionale dalla comparsa del primo contagiato ad oggi. Quale è attualmente la situazione sanitaria nella Regione ed in particolare nella provincia di Frosinone?

Il Lazio, in questo difficile periodo, ha saputo serrare i ranghi e dare prova di concretezza nelle scelte amministrative, ma anche di rispetto delle regole, nei comportamenti interpersonali. Medici, infermieri, operatori della sanità continuano senza sosta a combattere la pandemia sul campo, e lottano strenuamente per salvare ogni giorno le vite messe in pericolo da questo terribile virus.

Consentitemi di ringraziarli ancora una volta per l’impegno, l’abnegazione, i sacrifici.

Adesso siamo arrivati al giro di boa: la campagna vaccinale è la svolta che ci consentirà di riprendere in mano le nostre vite. In questo, così come nella lotta alla pandemia degli ultimi mesi, il servizio sanitario della provincia di Frosinone sta dando prova di grande capacità organizzativa ed efficienza.

Per rafforzare la rete di somministrazione nel frusinate ed essere ancora più vicini ai cittadini, ai centri di Frosinone hub, Alatri, Sora e Cassino spoke, si vanno ora ad aggiungere Anagni, Ceccano, Atina e Pontecorvo.

Quali riflessi ha avuto la pandemia nei vari settori dell’economia regionale, come il commercio, l’agricoltura, la ristorazione e quali aiuti a livello regionale state fornendo?

L’emergenza sanitaria ha innescato, inevitabilmente, uno tsunami che ha travolto il nostro tessuto produttivo.

Interi settori – dal turismo al commercio fino alla ristorazione – sono stati messi in ginocchio.

Ma fin da subito ci siamo attivati per rispondere a questo shock economico con misure concrete, che spesso si sono andate ad affiancare ai ristori messi in campo dal Governo.

Da inizio pandemia la Regione Lazio ha investito oltre 500 mln di euro a sostegno delle attività economiche. Cito solo, da ultimo, il bando Ristoro Irap, attivo fino all’8 febbraio, indirizzato proprio alle micro, piccole e medie imprese, vero tessuto economico del Paese.

Fondi per 51 milioni di euro per sostenere concretamente la liquidità di chi è stato duramente colpito dalla pandemia Covid-19.

Quali iniziative ha posto in atto la Regione Lazio verso i Comuni per aiutare i cittadini in difficoltà?

Innanzitutto il bonus affitti: una manovra imponente, del valore di 43 milioni di euro, per sostenere fin da subito i cittadini attraverso i Comuni.

Penso anche ai buoni spesa erogati alle famiglie in difficoltà per l’acquisto di beni alimentari e medicinali, per un importo complessivo di 34 milioni di euro.

L’attenzione è stata rivolta anche agli asili nido con un contributo complessivo di 11 milioni di euro per scongiurare la chiusura dei servizi socio-educativi e, allo stesso tempo, consentire alle famiglie di non rinunciare alla possibilità di poterne usufruire.

Tra gli interventi a sostegno dei Comuni, per fronteggiare l’emergenza, anche l’approvazione del “Piano per l’infanzia, l’adolescenza e le famiglie” con un importo complessivo di 20 milioni di euro.

Attenzione anche per la terza età: sono stati messi a disposizione dei centri anziani 2,6 milioni di euro per sostenere attività motorie, ricreative, culturali connesse alla terza età e 13 milioni per il Terzo Settore.

La pandemia sta creando problemi anche all’occupazione. Quali sono le iniziative di sostegno per chi perde il lavoro e per chi lo cerca e quali azioni state intraprendendo per i giovani che hanno appena finito gli studi e sono in cerca di un primo lavoro?

La pandemia ha innescato una profonda crisi nel mondo del lavoro, mettendo ancora più a rischio di disoccupazione le persone che erano già precarie o con particolari fragilità. La Regione Lazio sta agendo su più fronti, per cercare di incidere quanto più capillarmente e efficacemente possibile. Da una parte stiamo lavorando a un ‘patto formativo’ con tutte le parti sociali, mondo della scuola, università e altre istituzioni. L’obiettivo è quello di orientare la formazione in base alle esigenze delle imprese e facilitare il rapporto stretto tra formazione, aggiornamento professionale e ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. Dall’altra parte stiamo lavorando per sostenere le persone più colpite dalla crisi, donne, giovani e disoccupati in primis.

I percorsi di politica attiva del lavoro dovranno affiancare alla formazione un supporto per la collocazione o ricollocazione professionale, tramite formazione on the job, incentivi all’assunzione e finanziamenti per l’apertura di attività in proprio. Sappiamo che nonostante questi sforzi la situazione è davvero complicata. Proseguiremo gli sforzi a sostegno della ripresa.

Da pochi giorni è partito il piano di vaccinazioni in Italia e nella regione Lazio. Quando tempo pensa ci voglia affinché ogni singolo cittadino del Lazio sia vaccinato?

Il Lazio è tra le prime regioni in Italia, in termini percentuali, per la somministrazione di vaccini e la Provincia di Frosinone sta raccogliendo risultati davvero importanti. La macchina organizzativa messa in piedi sta procedendo speditamente, anche se il cronoprogramma regionale risentirà inevitabilmente del ritardo nella consegna da parte di Pfizer che ha ridotto, speriamo solo per questa settimana, le dosi di vaccino destinate all’Italia di quasi 165mila unità.

Nonostante ciò il nostro obiettivo è accelerare con la somministrazione, procedere spediti per raggiungere l’obiettivo di 4 milioni di vaccinati entro ottobre. Abbiamo già terminato la vaccinazione del personale sanitario ed è iniziata la campagna per mettere in sicurezza i cittadini over 80: tra i primi a sottoporsi al vaccino Sami Modiano. Da lui, sopravvissuto al Campo di sterminio di Auschwitz, è arrivata un’iniezione di speranza e di forza. Abbiamo tutti bisogno del suo messaggio positivo, che ancora una volta è riuscito a donare alla nostra comunità. 

Presidente lei è originario di Tecchiena di Alatri, che sorge a due passi dal capoluogo ed è uno dei feudi del tifoso gialloazzurro. Quando c’è stata la possibilità di far accedere sugli spalti un numero limitato di spettatori il Frosinone Calcio, non ha concesso questa seppur minima apertura, per prevenire ulteriori contagi. Ha condiviso o no questa scelta del Presidente Stirpe?

Condivido la scelta del Presidente Stirpe, ora è fondamentale evitare assembramenti per tenere sotto controllo la curva dei contagi. Poi ovviamente il mio auspicio è che presto gli spalti dello Stirpe possano tornare a colorarsi e ad essere riempiti dai nostri straordinari tifosi.

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