Il capitano Pino Wilson racconta la Lazio nel giorno del 121° compleanno della prima squadra della Capitale

Pino Wilson, Giuseppe all’anagrafe, è nato a Darlington (Inghilterra) il 27 ottobre 1945). Ex calciatore, ha militato nella Lazio dal 1969 al 1980, con una parentesi nel 1978, nella squadra newyorkese dei Cosmos di Giorgio Chinaglia. Il suo ruolo da giocatore era quello di libero. Un libero moderno, non il classico giocatore staccato dietro alla difesa, che si faceva valere anche in fase di impostazione. Wilson nella sua militanza con la maglia biancoceleste, è stato il capitano della Lazio campione d'Italia nella stagione 1973-74. Con lui abbiamo ripercorso alcuni degli anni più belli e per certi versi anche tristi (la morte di Tommaso Maestrelli e di Luciano Re Cecconi) della Lazio. Pino Wilson, oggi è 121° compleanno della Società Sportiva Lazio. Auguri anche a te che hai avuto l’onore di vestire la maglia biancoceleste, con la quale nel 1974, da capitano, hai vinto il primo scudetto della sua storia. Cosa rappresenta per te questa “seconda pelle”? Ritengo sia un privilegio e un onore aver indossato questa maglia con la quale ho vinto insieme con altri 15 folli il primo scudetto della nostra storia. Sei stato uno dei più grandi difensori della Lazio. Quale è stato l’attaccante che ti ha maggiormente creato problemi nel marcarlo? Ho avuto la fortuna di giocare contro campioni che hanno segnato la storia del calcio credo comunque che il più ostico sia stato Sandro Mazzola. Ai tempi di Tommaso Maestrelli, uno dei più grandi tecnici se non il più grande di quel periodo, la squadra era composta da “uomini” prima che da giocatori. In campo eravate l’uno per l’altro, oggi, anche se è vero che i tempi sono cambiati, si tende più ad essere egoisti mettendo in secondo piano il gruppo (riferito a tutte le squadre). Come mai? Tommaso è stato l'artefice di quella immensa impresa, i tempi sono cambiati, la società è cambiata, il quotidiano è diverso, per cui anche gli atteggiamenti sono cambiati. Credo che un tuo grande rammarico sia stata l’impossibilità di partecipare nel 1974 alla Coppa dei Campioni per la nota squalifica. Cosa ricordi di quel famoso Lazio Ipswich Town all’Olimpico? Lazio Ipswich è una partita indimenticabile, per alcuni la più bella da noi disputata. L’arbitro in condizioni balorde non ci consenti di vincere la partita facendola degenerare ovvio con la nostra complicità, vedi rissa a fine partita. Premesso che sono due grandissimi giocatori ma di epoche diverse, puoi fare un paragone (per caratteristiche e gol segnati) tra Giorgio Chinaglia e Ciro Immobile? Ritengo improponibile un paragone tra i due. Parliamo di due Campioni ma di epoche diverse Giorgio ha cambiato il mondo calcio dei laziali Ciro è una grande bandiera della nostra Lazio. Per te e Giancarlo Oddi Chinaglia è sempre stato un fratello. Puoi raccontarci un aneddoto su Long John. Con Giorgio abbiamo avuto il nostro primo incontro nel lontano 1966 a Napoli nella squadra dell'Internapoli. Da allora una vita calcistica insieme Internapoli, Lazio e Cosmos. Un legame che ancora oggi è ben saldo nonostante la sua prematura dipartita. Ricordo un aneddoto: nel 1966 Giorgio Chinaglia si presentò a Napoli, era giugno, con una temperatura di 35°. Indossava una bombetta, pantaloni di velluto di colore rosso e impermeabile verde. Appeno lo vidi pensai "questo non è normale". E’ assolutamente vero, per me e per Giancarlo Giorgio era più di un fratello. Cosa ha rappresentato il Presidente Umberto Lenzini? Il signor Umberto Lenzini è stato il Presidente del primo scudetto, persona immensa. Per noi un privilegio aver incontrato lui e Tommaso. Della rosa attuale della Lazio, chi è secondo te il giocatore che più ricorda ed incarna lo spirito di quella del ’74? Sono tempi diversi per cui gli approcci sono diversi posso azzardare Immobile e Parolo. Dopo il bellissimo campionato disputato la scorsa stagione, dove forse la Lazio poteva anche vincere lo scudetto, alla ripresa dopo il loockdown ed anche quest’anno sembra una squadra completamente diversa. Quale pensi possa essere il problema e quali misure sarebbero da adottare per cercare di non buttare via l’annata in corso? Probabile che l'ambiente intero sia stato distratto dalla Champions per cui abbiamo rivolto l'interesse altrove. Comunque il campionato è lungo e possiamo o meglio dobbiamo recuperare. AUGURI A TUTTI NOI LAZIALI, OGGI 9 GENNAIO 2021, E’ IL COMPLEANNO DELLA PRIMA SQUADRA DELLA CAPITALE - PINO WILSON
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Pino Wilson, Giuseppe all’anagrafe, è nato a Darlington (Inghilterra) il 27 ottobre 1945). Ex calciatore, ha militato nella Lazio dal 1969 al 1980, con una parentesi nel 1978, nella squadra newyorkese dei Cosmos di Giorgio Chinaglia. Il suo ruolo da giocatore era quello di libero. Un libero moderno, non il classico giocatore staccato dietro alla difesa, che si faceva valere anche in fase di impostazione. Wilson nella sua militanza con la maglia biancoceleste, è stato il capitano della Lazio campione d’Italia nella stagione 1973-74.

Con lui abbiamo ripercorso alcuni degli anni più belli e per certi versi anche tristi (la morte di Tommaso Maestrelli e di Luciano Re Cecconi) della Lazio.

 

Pino Wilson, oggi è 121° compleanno della Società Sportiva Lazio. Auguri anche a te che hai avuto l’onore di vestire la maglia biancoceleste, con la quale nel 1974, da capitano, hai vinto il primo scudetto della sua storia. Cosa rappresenta per te questa “seconda pelle”?

Ritengo sia un privilegio e un onore aver indossato questa maglia con la quale ho vinto insieme con altri 15 folli il primo scudetto della nostra storia.

Sei stato uno dei più grandi difensori della Lazio. Quale è stato l’attaccante che ti ha maggiormente creato problemi nel marcarlo?

Ho avuto la fortuna di giocare contro campioni che hanno segnato la storia del calcio credo comunque che il più ostico sia stato Sandro Mazzola.

Ai tempi di Tommaso Maestrelli, uno dei più grandi tecnici se non il più grande di quel periodo, la squadra era composta da “uomini” prima che da giocatori. In campo eravate l’uno per l’altro, oggi, anche se è vero che i tempi sono cambiati, si tende più ad essere egoisti mettendo in secondo piano il gruppo (riferito a tutte le squadre). Come mai?

Tommaso è stato l’artefice di quella immensa impresa, i tempi sono cambiati, la società è cambiata, il quotidiano è diverso, per cui anche gli atteggiamenti sono cambiati.

Credo che un tuo grande rammarico sia stata l’impossibilità di partecipare nel 1974 alla Coppa dei Campioni per la nota squalifica. Cosa ricordi di quel famoso Lazio Ipswich Town all’Olimpico?

Lazio Ipswich è una partita indimenticabile, per alcuni la più bella da noi disputata. L’arbitro in condizioni balorde non ci consenti di vincere la partita facendola degenerare ovvio con la nostra complicità, vedi rissa a fine partita.

Premesso che sono due grandissimi giocatori ma di epoche diverse, puoi fare un paragone (per caratteristiche e gol segnati) tra Giorgio Chinaglia e Ciro Immobile?

Ritengo improponibile un paragone tra i due. Parliamo di due Campioni ma di epoche diverse Giorgio ha cambiato il mondo calcio dei laziali Ciro è una grande bandiera della nostra Lazio.
Per te e Giancarlo Oddi Chinaglia è sempre stato un fratello. Puoi raccontarci un aneddoto su Long John.

Con Giorgio abbiamo avuto il nostro primo incontro nel lontano 1966 a Napoli nella squadra dell’Internapoli. Da allora una vita calcistica insieme Internapoli, Lazio e Cosmos. Un legame che ancora oggi è ben saldo nonostante la sua prematura dipartita. Ricordo un aneddoto: nel 1966 Giorgio Chinaglia si presentò a Napoli, era giugno, con una temperatura di 35°. Indossava una bombetta, pantaloni di velluto di colore rosso e impermeabile verde. Appeno lo vidi pensai “questo non è normale”. E’ assolutamente vero, per me e per Giancarlo Giorgio era più di un fratello.
Cosa ha rappresentato il Presidente Umberto Lenzini?

Il signor Umberto Lenzini è stato il Presidente del primo scudetto, persona immensa. Per noi un privilegio aver incontrato lui e Tommaso.

Della rosa attuale della Lazio, chi è secondo te il giocatore che più ricorda ed incarna lo spirito di quella del ’74?

Sono tempi diversi per cui gli approcci sono diversi posso azzardare Immobile e Parolo.

Dopo il bellissimo campionato disputato la scorsa stagione, dove forse la Lazio poteva anche vincere lo scudetto, alla ripresa dopo il loockdown ed anche quest’anno sembra una squadra completamente diversa. Quale pensi possa essere il problema e quali misure sarebbero da adottare per cercare di non buttare via l’annata in corso?

Probabile che l’ambiente intero sia stato distratto dalla Champions per cui abbiamo rivolto l’interesse altrove. Comunque il campionato è lungo e possiamo o meglio dobbiamo recuperare.

AUGURI A TUTTI NOI LAZIALI, OGGI 9 GENNAIO 2021, E’ IL COMPLEANNO DELLA PRIMA SQUADRA DELLA CAPITALE DA PINO WILSON

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