La lotta quotidiana al randagismo. Le esperienze “sul campo” di Simona Zonfrilli e Antonella Assante, due volontarie del basso Lazio

Neve
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Il randagismo è un problema che riguarda purtroppo tutto il territorio nazionale. Mentre al nord possiamo dire che siamo a numeri molto bassi, non è così per il centro e sud Italia. In alcuni periodi dell’anno, questo brutto fenomeno trova purtroppo incremento, in particolar modo in estate, con l’abbandono degli animali.

Nel basso Lazio ci sono delle realtà, come Antonella Assante e Simona Zonfrilli, che quotidianamente e da diversi anni si occupano di randagi.

Simona Zonfrilli di “Anima Randagia”

“Sono presidente della neo nata associazione Anima Randagia di Pontecorvo (Fr), afferma Simona Zonfrilli (Link Simona Zonfrilli). Insieme alle altre ragazze, Patrizia Carrocci, Patrizia Sassi, Lucia Paduano, Lucia Zonfrilli, Annagrazia Longo e Marisa Forlini, con le quali collaboro da sempre, abbiamo creato questa associazione, che speriamo di affiliare ad Enpa, avendone fatto parte e avendo trovato grande collaborazione. Ma il nostro sogno – continua Simona – rimane quello di avere un rifugio tutto nostro nel quale poter gestire al meglio tutte le anime sfortunate che incontriamo sulla nostra strada. Al momento ci arrangiamo come possiamo. Negli ultimi 6 anni abbiamo dato una grande mano al nostro comune, riducendo drasticamente il numero dei cani accalappiati e portati in canile, inoltre abbiamo sterilizzato moltissimi cani padronali e non, molte gatte di colonia e non. Ma il lavoro da fare è ancora tantissimo, il nostro impegno c’è, speriamo di trovare anche un riscontro con le istituzioni locali” (Link Salviamoli dalla strada).

Antonella Assante dell’Isola dei Pelosi

L’amore e la passione di Antonella per gli animali risale a molti anni fa. “Nella mia famiglia ci sono sempre stati cani e gatti. Sono cresciuta con il massimo rispetto per loro. Da circa 10 anni, con tanti sacrifici, ho realizzato il mio sogno nel cassetto. Gestisco, con l’aiuto di mia madre Anna, il mio rifugio privato, “L ‘isola dei pelosi” (Link L’Isola dei Pelosi), nel Lazio, a Sant’Ambrogio, in provincia di Frosinone. Qui all’Isola accolgo soprattutto cani provenienti da situazioni di abbandono e di maltrattamento. Cani che hanno perso ogni speranza. Io li curo e li accudisco nel migliore dei modi. Restituisco loro la dignità perduta preparandoli per essere accolti in famiglia. Nel corso degli anni, tanti sono stati fortunati ed hanno avuto il loro riscatto essendo stati adottati da amorevoli famiglie. Altri invece no. Per svariati motivi, restano al rifugio, spesso per mesi o anni. Per questi ultimi la loro famiglia sono io….  E farò tutto il possibile per non fargli mai mancare nulla”.

Considerazioni su ciò che andrebbe ulteriormente fatto in tema di  randagismo e di abbandono degli animali

Durante il lockdown, Antonella e Simona, dal loro “osservatorio”, affermano senza ombra di dubbio, che c’è stato un aumento di richieste di adozioni di animali domestici. Nel primo blocco, quello di marzo, non è stato fatto partire alcun cane o gatto, in quanto era impossibile effettuare controlli pre-affido, presso le abitazioni degli aspiranti adottanti. Le adozioni sono riprese a maggio, quando le restrizioni sono state meno severe. Per quanto riguarda la seconda ondata, anche in questo caso, sicuramente, abbiamo avuto molte richieste, ma più che il lockdown in sé, le adozioni sono state favorite dallo smartworking. Proprio perché stando di più in casa, le famiglie avevano più tempo per l’inserimento dei pelosetti. Noi, continuano Antonella e Simona, abbiamo favorito le adozioni in regione, essendo rimasto il Lazio sempre regione gialla, o comunque in regioni dove fosse possibile spostarsi e fare i colloqui pre-affido.

Il numero degli abbandoni o delle cessioni di proprietà, per quanto ci riguarda, non è collegato alla fine del lockdown. Non abbiamo riscontrato nessun nesso fra le 2 cose e gli animali vaganti, essendo noi in una zona ad alto tasso di abbandoni, la ciociaria, la percentuale è sempre la stessa, già alta di per sé.

Per limitare il randagismo, secondo noi, sarebbe necessario che le Istituzioni, si attivino, in collaborazione con associazioni, volontari e guardie eco zoofile, supportando campagne di sterilizzazione a costi accessibili a tutti, in contemporanea però, sarebbe necessario un censimento dei cani padronali, poiché il microchip, obbligatorio per legge fra l’altro, nelle nostre zone è ancora una chimera.

Purtroppo i comuni, in generale, hanno tutti gravi deficit di bilancio e la problematica randagismo è stata sempre lasciata nel dimenticatoio. Quindi si è continuato a mandare i cani in canile, senza pensare al loro benessere, alimentando i debiti finché tanti canili hanno dovuto chiudere le porte. Risultato: il problema non si è risolto, i randagi vaganti sul territorio sono ancora tantissimi, i canili sono pieni e non ha giovato nessuno questa situazione, in primis agli animali.

L’invito che noi rivolgiamo, infine, è sempre quello di adottare misure che risolvano alla radice il problema. Sterilizzazioni e censimento. Un investimento che i comuni potrebbero fare oggi, di cui beneficeranno sicuramente domani.

La “battaglia” contro il randagismo e l’abbandono degli animali, è una problematica che merita attenzione. Oltre ad Antonella e Simona, il ringraziamento per questa opera volontaria, va anche a tutti coloro che operano nel settore cercando, nel loro piccolo, di migliorare e alleviare la vita degli animali.

In queste Festività, specialmente oggi che è l’ultimo giorno dell’anno, consigliamo, se possibile, di destinare le somme (o anche parte di esse) previste per l’acquisto dei fuochi d’artificio (che sono nocivi a tutti gli animali), a cibo o quant’altro (anche coperte usate visto il periodo del freddo) da destinare ai canili, gattili o rifugi in genere, contribuendo al mantenimento degli animali in custodia.

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