Il Frosinone non muore mai (intervista Nesta e Boloca)

Il Frosinone non muore mai (intervista Nesta)
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Sintetizzare lo stato del Frosinone prima della partita era molto facile, bastava osservare la panchina composta solo da Tabanelli (non al meglio) e dai due portieri Marcianò e Trovato. Il covid-19 l’aveva fatta da padrone e questa mattina c’era stata la ciliegina sulla torta con un quattordicesimo giocatore contagiato.

Nesta, con il materiale umano a disposizione era costretto a ridisegnare la squadra, passando ad un 4-3-3. Iaconucci in porta, esterni di difesa Zampano e Beghetto, centrali Szyninski con l’adattato Gori, i tre a centrocampo con Vitale in cabina di regia affiancato da Kastanos e Boloca ed il trio d’attacco con Parzyszek punta centrale con ai lati Tribuzzi e Ciano. Negli undici diversi giocatori fuori ruolo, di cui uno, il capitano Mirko Gori, non ancora al meglio visto che era rientrato da poco dopo un lungo infortunio ed un quasi esordiente (Boloca), che sino ad ora in questa stagione aveva disputato complessivamente solo 26 minuti.

Nel primo tempo il Frosinone non ha affatto demeritato. Un Boloca che sembrava un veterano, abile in entrambe le fasi di gioco. Capitan Gori che sembrava giocare da sempre nel ruolo di centrale di difesa. Un pari tutto sommato giusto, anche se le poche occasioni erano solo di marca gialloazzurra.

Nella ripresa la squadra di Tesser è sembrata più convinta, voleva approfittare delle assenze dei giocatori avversari per portare a casa i tre punti e legittimare l’aspettativa play-off del presidente Lovisa. Avendo anche la possibilità, di poter contare su 5 sostituzioni che le avrebbero consentito di avere forze fresche e nuova linfa.

Al 53′ i ramarri vanno il gol con Diaw che da un cross dalla destra insaccava di testa nella porta di Iacobucci.

Per il Frosinone oggi non c’era fine alla sfortuna. Al 61′ si infortuna Ciano sostituito da Tabanelli, unico giocatore di manovra disponibile in panchina.

Il cuore del Frosinone oggi era immenso. Seppur rabberciati gli uomini di Nesta continuavano a giocare in modo propositivo e lucido, non facendo rimpiangere i tanti assenti.

I minuti scorrono, Tesser effettua alcuni cambi, allo scopo di avere gente fresca in campo ed arrivare al 90′ con il vantaggio o magari raddoppiare e chiudere anticipatamente la partita.

Al 84′ tiro di Boloca (migliore in campo), Perisan si oppone, ma non può nulla sul tap-in dal dischetto di Parzyszek. Un gol ampiamente meritato dai ciociari, che nelle condizioni in cui era ridotta la squadra è paragonabile ad una vittoria. La squadra di Nesta ha sempre creduto nel risultato, anche a maggior ragione quando era in svantaggio. Ha cercato ed ottenuto il pari con il contributo di tutti i giocatori che in questa situazione hanno tirato fuori il meglio da loro stessi.

Il Pordenone ha perso una grande occasione viste le numerose assenze in casa ciociara. Di solito le squadre di Tesser a dicembre volano, ma quest’anno non è cosi. Oggi ha pareggiato e lo scorso turno ha perso in casa contro la pericolante Cremonese. A differenza della partita dello scorso campionato quando il presidente dei ramarri protestò vibratamente contro l’arbitraggio, minacciando addirittura di lasciare il calcio (promessa da marinaio poi naturalmente non mantenuta), oggi credo dovrebbe alzare la voce e farsi sentire nei confronti dei suoi giocatori e maggiormente con Tesser, poiché la squadra vista oggi allo Stirpe a mala pena potrebbe rientrare nei play-off. Altro che sogni di gloria.

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